16
SET
2015

Pillole di teatro del MASTER IN STUDI INTERCULTURALI

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Il Teatro dell’Oppresso come strumento di trasformazione della realtà

Durante tutta la serata, sarà possibile assistere e partecipare a piccole rappresentazioni che, utilizzando alcune delle tecniche maturate nell’ambito del Teatro dell’Oppresso, forniranno stimoli per riflettere sulle situazioni conflittuali che mettono in gioco pregiudizi, stereotipo, forme di intolleranza connesse alla presenza di immigrati nel territorio.

 

Nato in Brasile negli anni ’60 del secolo scorso ad opera di Augusto Boal, sotto ispirazione delle idee pedagogiche di Paulo Freire, il Teatro dell’Oppresso è una forma di teatro sociale particolarmente idonea ad operare nei contesti multiculturali ed a promuoverne lo sviluppo in senso interculturale, in quanto modalità d’intervento che consente la presa di coscienza delle dinamiche che intervengono nelle situazioni conflittuali e di favorirne la trasformazione.

Per Boal, le diverse tecniche messe a punto nell’ambito della sua sperimentazione rappresentano degli strumenti utili per promuovere la liberazione di coloro che possono essere considerati “oppressi” in quanto socialmente, culturalmente o politicamente privati dei loro diritti fondamentali.

Si tratta di  una forma di teatro sociale che viene utilizzata come strumento per il cambiamento, sia a livello individuale che collettivo, ed è costituita da una pluralità di tecniche che vengono impiegate in diversi ambiti: nell’attivismo sociale, nella risoluzione dei conflitti, nei processi di costruzione delle comunità.

 

Dove: presso il gazebo del Master in Studi Interculturali

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